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Associazione Italiana (raccolta di post)
Inserito il 29 luglio 2007 alle 01:26:23 da bluema.

pag 1

Cercando di riordinare le idee ho fatto un collage dei post già apparsi per me più significativi.

"Qui si stanno gettando le basi di una futura associazione che possa rappresentarci, difenderci e promuovere il nostro sport."

"Uniti avremo più credibilità e potremo essere ascoltati dagli amministratori pubblici, dalla stampa, dal mondo dello sport e magari a qualche sponsor!"

"Sicuramente l'associazione è, di fatto, l'unico mezzo con cui possiamo presentarci ufficialmente alle varie manifestazioni, senza che magari ci guardino come degli alieni.."

[ IN BREVISSIMA ]

Perchè una associazione e quali i compiti?

"Supporto l'idea perchè, almeno per me, è importante sapere che per qualsiasi dubbio ho qualcuno che può darmi una mano o anche solo due righe da leggere in cui sta scritta la soluzione illuminante Smiley.

"Per chi inizia è un grande appoggio (oltre la ringhiera di casa Smiley)  anche solo sentirsi dire "non scoraggiarti" ..quindi credo sia importante sentirsi "spalleggiati".. e poi è bello anche solo passare da qui, leggere e sapere cosa un giorno, forse, potrò fare .
Per chi inizia è bello non sentirsi....pedalare nel vuoto :-P
..appoggio.."

* Perché un’associazione è lo strumento naturale di promozione di questa passione, senza di essa è difficile sviluppare questo “sport” o attività”, sia a livello nazionale che a livello locale.
* Perché un’associazione può essere di punto di riferimento per chi inizia, e il punto di aggregazione per chi lo pratica da tempo.
* Perché l’associazione è uno strumento organizzativo ideale per l’organizzazione di eventi e attività a cui ci piacerebbe partecipare

Cosa dovrebbe fare?

* Promuovere l’uniciclismo nelle varie sue forme
* Rappresentare gli uniciclisti

Quali i suoi obbiettivi?

Gli obiettivi pratici, concreti e operativi sono quelli che desidereremo

organizzare, creare, fare; potrebbero ad esempio essere:

* Organizzazione di raduni nazionali, regionali, locali..
* Manifestazione di promozione e proselitismo…
* Giri in muni in montagna (ok, lo ammetto, questo è un mio pallino…), e non solo, per favorire il miglioramento tecnico dei soci.
* rappresentare gli uniciclisti italiani presso le associazioni di stati esteri e in ambito internazionale.
* difendere e rappresentare gli interessi dei propri soci presso le autorità nazionali.

Il motivo per iniziare la discussione su questo o altri forum a mio parere è duplice:

* arrivare al primo raduno avendo gia focalizzato i punti da discutere e su cui concordare delle scelte
* coinvolgere il maggior numero possibile di interessati nella costituzione dell’associazione (anche chi ad esempio non può venire al prossimo raduno)

"Vedo un piccolo gruppo con attrezzi e uni di varie misure fare un viaggio o due al mese per incontrare i diversi gruppi sparsi per l’italia conoscerli uniciclare insieme scambiarsi idee e opinioni e mettere a disposizione per prove e sperimenti la piccola flotta di uni che si tirano dietro.
Vedo degli stage di perfezionamento a diversi livelli e in diverse specialità magari una volta all’anno invitando qualche straniero superTosto.
Vedo vacanze delle proposte per scuole e palestre per proporre e insegnare a salire sul motociclo a nuovi ragazzi
Per i più giovani magari delle vacanze ritiro in posti mitici e poco costosi dove mangiare pane e uni tutti i giorni dando una vera garanzia ai genitori che si tratta di vacanze sportive sane e costruttive.
Vedo un gruppo che partecipa attivamente ai prossimi UNICON e magari qualcuno a qualche Tour supportati dall’associazione.
Ops mi sono svegliato, ma …… be molto bello ma di strada da fare c’né molta e da soli non si va da nessuna parte e senza soldi nemmeno.
Bè tanto per iniziare quanti hanno le mie stesse visioni? Sicuramente per fare queste cose abbiamo bisogno di tutti.."

- Su unicyclist.com sono riportati i seguenti dati sul numero di associazioni uniciclistiche      in europa:

    Denmark 12
    U.K. 10
    Germany 7
    France 5
    Switzerland 4
    Austria 1
    Netherlands 1
    Italy 0 !!!
   (Fonte http://www.unicyclist.com/forums/local_links.php?action=links&catid=11 )

Possibile che anche l'isola di Porto Rico ha un club uniciclistico è l'Italia no?

Da ciò il mio stupore quando oggi leggendo un post di Cogliaz su giocoleria.org mi cade l’occhio sulla firma: "Associazione Uniciclisti Italiani".
Ho dunque finalmente trovato la prima Associazione italiana di uniciclo?

- Per il momento si tratta di una associazione virtuale solo perchè penso che 4 volonterosi non bastano per fare una associazione nazionale e poi chi rappresenteremmo?
La mia idea è di raccogliere le idee e le persone intorno a questo sito e appena lo riteniamo giusto costituirci in associazione.

- Si, sono d’accordo, prima di costituire un associazione è necessario essere ben certi che essa vada ad esprimere l’esigenza associativa di un comunità già attiva.
Mi sembra però che il problema in Italia sia la diluizione dei pochi uniciclisti sul territorio nazionale; si fatica a raggiungere un massa critica locale, un nucleo attivo attorno al quale catalizzare il resto degli appassionati di uniciclo.
In questo internet penso possa darci una grossa mano permettendo la creazione di una comunità virtuale, solo però sul piano relazionale.

Lo scambio di idee, opinioni, esperienze è solo un aspetto di una comunità di appassionati di uniciclo, l’altro elemento sono le attività fisiche, e in questo la distanza continua ad essere un ostacolo.

La strategia potrebbe essere:

1. Si sviluppano relazioni fra gli uniciclisti su scala nazionale tramite un comunità virtuale.

2. Ci si organizza in micro-gruppi locali per le attività più frequenti (allenamenti, giretti di qualche ora, ecc...)

3. Membri di tribu di zone diverse si incontrano ogni tanto in occasione di iniziative a più lunga durata (eventi di uno o più giorni, convention, manifestazioni, ... )
Sembra scontato ma non lo è del tutto. Inconsciamente sarei portato a pensare che la via per creare un’associazione a carattere nazionale sia partire da una sola forte comunità locale, in modo che essa, assumendo un ruolo di leadership, trascini e unisca attorno a se il resto dell’uniciclismo nazionale.
Nulla di male nel tentare questa via, ho però l’impressione che spesso manchino i numeri locali (dei soci attivi intendo) per realizzare il tutto da una sola città.

- Penserei già ad un incontro convention raduno da fare magari subito dopo l'estate, sarebbe il secondo dopo Monteveglio.
Il posto dovrebbe essere facile da raggiungere con il treno e permettere percorsi in piano magari su una ciclabile ed anche percorsi più avventurosi per MUNI-ti volonterosi più un piazzale dove allestire un percorso trial.
Dovrebbe essere possibile campeggiare o dormire in albergo e sabato sera cena e festa!

Io arrivo da un'altro mondo e ho scoperto l'uniciclo per conto mio appassionandomi di "brutto".
Poi ho pensato che non c'era nulla e che valeva la pena di cercare di fare qualcosa, mettendo a disposizione la mia poca esperienza di uniciclo e la mia più ampia capacità di insegnare.
Pertanto sto seguendo la strada di fare e accogliere qualunque contributo.
Naturalmente ad un certo punto bisognerà guardarsi in faccia e vedere chi ha voglia di concretizzare e formalizzare questa esperienza.
Vedo, scusatemi il concetto forse spropositato, un momento costituente in cui si inizia a definire obbiettivi, scopi, e regole di base.
Questa costituente dovrebbe partorire l'essociazione, esserne la fondatrice ed eleggere i suoi organi direttivi.
Per quanto ho capito tu ed io e i ragazzi di varese siamo sicuramente su questa lunghezza d'onda, invito pubblicamente chiunque sia interessato a partecipare al dibattito che non obbligatoriamente dovrà proseguire solo sul sito.

Chiedo anche di diffondere queste idee in modo da raggiungere il maggior numero di uniciclisti italiani.
Se ci riusciamo l'associazione sarà veramente l'associazione delgli uniciclisti italiani e non la mia e la tua.

- Io mi sentirei di citare a pieno quanto detto in precedenza, che se ho ben interpretato consiste nella difficoltà di far nascere un’associazione nazionale attorno ad un qualche gruppo locale.

Credo che nell’organizzare l’associazione valga la pena di guardare a quello che vorremmo e potremmo essere piuttosto che quello che già siamo. Ovvero, il fatto che un’associazione possa nascere con il fine di esprimere esigenze di una “comunità” esistente è verissimo, ma a mio parere purtroppo difficilmente applicabile nel nostro caso.

Siamo belli, intelligenti, alti, pieni di capelli, abbronzati e col fisicone, ma siamo pochetti.

Non aspetto che di essere smentito dai fatti, ma, per come la vedo io, un’associazione nazionale non si regge se finisce per avere come fine principale l’organizzazione di un raduno annuale e di qualche uscita a cui prendano parte 10 persone a farla larga. A meno che non si tratti dell’associazione degli ex mariti di Liz Taylor, ovviamente. Per fare una cosa del genere basta un sito, un mailing list ed un po’ di buona volontà, senza scomodare statuti e organi direttivi.

Quello per cui un’associazione nazionale potrebbe essere fondamentale è far sentire un certo “peso istituzionale” nel rapportarsi con altri enti ed associazioni, cosa che un singolo o un gruppetto di singoli non potrebbe fare. Faccio un esempio pratico.
Ho preso parte (a piedi) qualche tempo fa ad una maratona cittadina che aveva anche un percorso a parte dedicato agli inliner. Ho chiamato l’organizzazione da privato chiedendo se potevo iscrivermi a tale percorso col mono. Risposta negativa. Probabilmente se una “associazione nazionale” avesse contattato gli organizzatori un po’ di tempo prima, manifestando il proprio interesse, l’idea di aprire ai monociclisti sarebbe piaciuta, forse sarebbe addirittura apparsa sul sito e alla maratona saremmo stati in tre. Qualche migliaio di persone ci avrebbe visto e magari l’associazione nazionale monociclisti in un paio di mesi avrebbe avuto tre membri in più, triplicando di dimensioni.
In altre parole, sostengo che:

1. Per come la vedo io, sarebbe bello se un’associazione nazionale avesse anche lo scopo di aiutare ad inserire il monociclo all’interno delle numerose iniziative sportive e amatoriali che molte diverse associazioni si curano di organizzare. Questo permetterebbe di dare buona visibilità al nostro Sport, di superare inevitabili carenze organizzative dovute al nostro nanismo, di creare possibilità di aggregazione in cui ci sia tanta gente, cosa che tra soli monociclisti non sarebbe sempre possibile.

2. La discussione con la “base” (noi) per capire cosa ci aspettiamo e cosa possiamo offrire è senza dubbio fondamentale, ma nel frattempo, se gestita con buona fede, anche un’associazione nata da quella che è stata definita “un’iniziativa privata” può tornare molto utile. A cambiare lo statuto, se chi detiene le redini ne ha voglia, c’è sempre tempo. Potrà certo essere utile contattare quelli che leggo considerate i “punti di riferimento” del monociclismo italiano, per evitare di pestare i piedi a qualcuno che magari stava pensando a qualcosa di simile e rischia di sentirsi tagliato fuori.

- Naturalmente questa è una prima fase di sondaggio e conoscenza, il motivo ultimo di scomodare statuti e organi direttivi credo sia proprio il riconoscimento da parte degli "altri" (CONI - Enti di promozione sportiva - e di conseguenza Comuni Province Regioni ecc.).
Per essere riconosciuti bisogna prima di tutto esistere (Associazione legalmente costituita) e poi avere una certa forza (ovvero non essere quattro gatti).
Da qui una associazione deve esistere e cercare di crescere e quindi fare azioni di aggregazione e azioni di divulgazione.
Le azioni possibili in tal senso sono tantissime da una squadra che faccia esibizioni nei contest più disparati a un gruppo che insegni ai più piccoli (e non) a stare su una ruota.
In questo momento che non credo debba durare troppo vorrei capire in quanti sono interessati al fatto che nasca una associazione e che siano disponibili a dare il proprio contributo anche solo esponendo senza timidezze le proprie idee.
Se anche solo noi magnifici 35 fossimo interessati varrebbe la pena di provarci anche perchè siamo già di più del club dei mariti di Liz.

Poi naturalmente statuti e organi direttivi possono crescere e se serve venire modificati ma partire in 30 sparsi per la penisola è già diverso che partire in 4 da Varese.

"..Qui a Genova attiro molto l'attenzione quando mi alleno, soprattutto dei bambini, come se stessi facendo una cosa pazzesca ed è buffo.... sono proprio una mosca bianca..... ma mi piacerebbe che ci fosse una associazione.......è bello sentirsi appartenere a qualcosa..."

:D :D

[ COME ]

- benissimo,ora vorrei sapere cosa si deve fare precisamente per essere ufficialmente un associazione,i membri devono essere tutti maggiorenni?
etc..

- Il “Cosa si deve fare precisamente” da punto di vista burocratico sono alcuni passi formali; qualche informazione ad esempio si può trovare al ink: http://www.associazionifvg.it/documenti/come.html

Senza entrare nel merito dei dettagli burocratici, da quel che ho capito dobbiamo però tenere presente che ad un certo punto ci dovremo incontrare in un luogo, un giorno ad una certa ora per l’assemblea di costituzione nella quale discutere e approvare l'Atto Costitutivo e lo Statuto.
- Formalmente ci vuole la firma sotto all'atto costitutivo dei soci fondatori e la loro fotocopia della carta di identità.

Mi piacerebbe preparare la bozza di statuto che, se desideriamo ambire ad essere riconosciuti, è praticamente imposto dal CONI. Poi farla avere in formato pdf a tutti o meglio renderla scaricabile dal sito.
Chi vuole partecipare potrà stamparla, firmarla e restituirla via posta con la fotocopia della carta di identità se poi per esigenze formali le firme dovranno essere tutte sullo stesso documento (non sono sicuro ma temo che sia così) dovremmo studiare un sistema di raccolta delle firme


- Un associazione, per quanto virtuale possa essere, deve avere una sede, giusto? Qualcuno ha pensato a dove potrebbe localizzarsi?
Il presidente, chi lo fa? Chi si candida?
Il vicepresidente, chi lo fa? Chi si candida? O questa e' una carica che "sceglie", per modo di dire, il presidente?
Il segretario, chi lo fa? Chi si candida? O vale lo stesso discorso del vicepresidente?

Questi sono punti su cui mi pare non abbiamo ancora discusso, ma sembrano essere piuttosto importanti.

La sede mi pare che debba esserci per forza! Che sia anche casa di qualcuno, magari del presidente, visto che inizialmente servira' "soltanto" come recapito.

Le tre figure principali di presidente, vicepresidente e segretario sono anch'esse obbligatorie per legge, quindi devono esserci e devono essere messe a statuto, o sbaglio?





 
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